martedì 4 settembre 2018

Di ciò che termina con l'inizio dell'autunno

Alcuni dei testi utilizzati per il progetto
di filosofia e letteratura svolto presso
la Casa Circondariale di Vercelli
I momenti di passaggio sono i più delicati. Per chi, come me, insegna ed è precario, uno dei più importanti è senza dubbio la fine dell'estate: le giornate si accorciano, le rondini smettono di garrire e - sempre più spesso di quanto lo si vorrebbe - ci si ritrova a pensare a ciò che è stato (ai colleghi e agli allievi dell'anno precedente, a cui ci si era affezionati, pur fra tante tempeste...) e a ciò che sarà. In quale scuola finirò quest'anno? Si tratterà di un nuovo istituto? E come saranno, i ragazzi? Sarò in grado di dare loro ciò di cui avranno bisogno? Tante domande e nessuna risposta. Come sempre, queste ultime arriveranno a fine percorso.
Quest'anno, poi, la fine dell'estate coincide anche col termine del progetto che Paolo e io abbiamo realizzato insieme, con la collaborazione delle inarrestabili Valeria Climaco, Mari De Pascale e Antonietta Pisani, presso la sezione maschile della Casa Circondariale di Vercelli. Dopo la bella esperienza di Letti di pomeriggio, questa volta abbiamo portato in carcere la filosofia e la letteratura. Cinque incontri in cui abbiamo parlato di Wittgenstein, Platone, Kant, Freud (sempre e rigorosamente in ordine non cronologico!) e letto poesie e brani di Mariangela Gualtieri, Wisława Szymborska, Alessandro D'Avenia, Sylvia Plath. Pensieri e parole di autori diversi per epoca, formazione e inclinazione, riuniti ad ogni lezione sotto un unico ampio tema (il linguaggio, il pensiero, l'amore e l'amicizia, l'inconscio...) e che si sono trasformati, incontro dopo incontro, in un'occasione di dialogo e confronto.
Calda, bella e consolante la partecipazione delle persone detenute, in particolare di quello "zoccolo duro" che ci ha seguito (nonostante il caldo afoso del mese di agosto!) imperterrito durante tutte le nostre divagazioni. Non dimenticheremo facilmente i loro volti, le loro storie e le risate a cuore aperto che ci hanno regalato - nella speranza di poterli reincontrare ancora sul nostro cammino. Magari in autunno, quando l'inizio della nuova stagione porterà con sé nuovi progetti - forse da realizzare ancora presso la Casa Circondariale...

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